Il Lighting Network (o LN) è un progetto in fase di sviluppo che sta venendo implementato sul protocollo Bitcoin. Il suo obbiettivo è quello di creare un sistema decentralizzato per i micropagamenti istantanei.

Il sistema usato è un canale bidirezionale di pagamento, senza bisogno di terze parti per custodire e trasferire i fondi.

Il LN consiste nell’apertura di un canale di pagamento fra due utenti attraverso una operazione di finanziamento.  Su questo canale avvengono un numero illimitato di transazioni Lightning che aggiornano la distribuzione provvisoria dei fondi nel canale. Questi dati non sono trasmessi alla blockchain principale. Quando si chiude il canale di pagamento viene aggiornata la blockchain di Bitcoin con la versione finale della transazione, cioè la differenza tra i fondi ricevuti e quelli trasferiti.

Il LN permette di aumentare la velocità delle transazioni sia sulla blockchain (alleggerendola) che tra privati. Il tempo di pagamento avverrebbe in termini di millisecondi, andando a competere con Visa, Mastercard e PayPal. La scalabilità di questo protocollo permetterebbe di processare miliardi di transazioni per secondo. Il protocollo permetterebbe l’utilizzo di tariffe molto basse che permetterebbero l’utilizzo di Bitcoin nel mondo dei micropagamenti. Inoltre sarebbe possibile fare transazioni tra blockchain diverse utilizzanti la stessa tipologia di algoritmo crittografico di hash senza l’utilizzo di un garante.

Questo protocollo è sicuro, poichè penalizza chi prova a non cooperare. Quando si apre un canale, i partecipanti devono impegnare un importo (tramite uno smart-contract). In caso di truffa i fondi impegnati nell’operazione di finanziamento, verranno inviati interamente al malcapitato. Le infrazioni sono rintracciabili attraverso delle estensioni del protocollo Bitcoin che sono state inserite nel tempo.

Le uniche transazioni che effettivamente verranno visualizzate sulla blockchain saranno quelle di chiusura di un canale e quelle di tentata truffa.

Entrambe le parti hanno la possibilità di chiudere unilateralmente il canale, ponendo fine alla loro relazione in qualsiasi momento senza preoccuparsi di alcun problema. Le transazioni sono atomiche, cioè o vanno a buon fine o non sono mai avvenute. La versione più recente dei propri portafogli verrà aggiornata sulla blockchain.  

Le transazioni passano per un certo numero di nodi, deciso dal mittente. In questo modo il livello di sicurezza del protocollo Bitcoin aumenterebbe, rendendolo più sicuro.

Il LN al momento, senza l’utilizzo di SegWit, renderebbe ancora vulnerabili gli utenti a possibili attacchi perché li obbligherebbe a rimanere online per fare la transazione e poi aspettare per vedere che la transazione sia andata in porto. Con l’utilizzo di SegWit questo problema non esiste più. Le transazioni si farebbero comunque online ma senza doverci restare abbastanza tempo da essere vulnerabili a possibili attacchi. Si delegherebbe il processo di controllo della transazione ad un terzo che riceverebbe una commissione nel caso riscontrasse una truffa.

Il livello della privacy sulla blockchain aumenterà in maniera esponenziale grazie al LN, rendendola più difficile da analizzare. Questo sarebbe possibile attraverso le tecniche di Onion Routing, cioè processi di anonimizzazione delle comunicazioni all’interno di una rete di telecomunicazioni, in cui i messaggi sono incapsulati in strati di crittografica che vengono spacchettati da una serie di nodi.

Tuttavia questo metodo ha dei difetti, tra i quali il fatto che per muovere grandi somme, ci sarebbe bisogno di grandi entità centralizzate che funzionerebbero da hub. Ogni nodo deve avere i fondi necessari per simulare la transazione. Ogni nodo in pratica congela l’ammontare da verificare fino a che non avviene la transazione o viene chiuso il canale. Immaginate che un nodo benevolo decida di fare da nodo con 20 di queste transazioni da 1000€ mensilmente, si troverebbe a dover congelare 20.000€. Questo processo porterebbe a seri problemi di saturazione dei canali che porterebbero a loro volta ad uno stallo del sistema. Senza un’autorità centrale che pianifica le rotte delle richieste, non c’è la certezza che la richiesta di aprire il canale trovi colui con cui aprirlo. C’è un’alta possibilità cioè che non si trovi il ricevente e che possa passare diverse volte per lo stesso percorso, poiché i nodi non sanno dove deve andare il pagamento. Per fare in modo che questo sistema funzioni si potrebbero avere dei grandi nodi centralizzati o depositare TANTI fondi su tutti i nodi. Entrambe le soluzioni non sembrano essere realistiche e vanno controcorrente con la filosofia dietro alla blockchain. Inoltre se un nodo va in stallo, manderebbe in stallo tutti gli altri nodi.

Questi problemi non ci devono spaventare perché questa tecnologia è stata proposta solo l’anno scorso ad un workshop a Milano sulla scalabilità della blockchain di Bitcoin. Proprio negli ultimi giorni è stato stabilito un unico gruppo di lavoro (prima c’erano diversi piccoli gruppi) il cui unico obbiettivo è quello di implementare questo protocollo. I primi risultati si sono già fatti vedere con la prima versione del network. Il team sta lavorando per risolvere i problemi sopra elencati, per rendere il protocollo sicuro e utilizzabile entro la fine del 2018.